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Atelier d’artista in Santa Maria Mater Domini

lunedì, marzo 21, 2016 Permalink 0

Mastri d’arte in Campo Maria Mater Domini. Vetro, legno, carta, piombo e inchiostro. Siamo a Santa Croce, sestiere defilato e sornione, la Venezia “minore”, solo in apparenza. Un campo, un pozzo, un rio, una cornice di palazzi gotici. E molto altro da scoprire.

 

Toni Dalla Venezia
E’ un personaggio, il Toni. Non è fatto per stare seduto, ama definirsi un presuntuoso e ne va fiero. Corniciaio, restauratore, doratore, artista. Apprendista da sempre. A undici anni fa il garzone in bottega, a sedici dipinge e affresca. A Cannes lavorava per Picasso.
Il suo laboratorio è un gabinetto delle meraviglie; si entra da una porticina stretta fra calle e riva, solitaria. Vi trovi macchine da lavoro, attrezzi, memorabilia, oggetti e opere d’arte, carta, e colori, una vecchia stufa con bollitore in peltro.
Un lavoro che non si insegna il suo, ma che si impara. Da rubare con gli occhi.

 

Venezia Stampa è il laboratorio artigianale di Michele e Luca. Sul finire degli anni Ottanta decidono di cambiare la propria vita e rilevare un’attività che stava per chiudere. Tanta incoscienza e due macchine Heidelberg fanno il resto. In questa stamperia si produce su carta pregiata con antiche tecniche tipografiche, caratteri mobili e cliché. Di valore le stampe artistiche di fotografie originali di Venezia.

 

Unico produttore e restauratore di vetrate in centro storico, Marco Franzato usa linee, colori e luce come base del suo linguaggio. Nella sua bottega sperimenta e contamina vetrofusione, lume, decorazione, vetro e piombo. Riporta ad antico splendore gli ottagoni e i rulli, tipici elementi presenti nelle case veneziane e interviene su vetrate storiche, come quelle di Palazzo Ducale e Palazzo Papadopoli, così come su lavori contemporanei. Sue sono le vetrate del padiglione di Cipro alla 56ma biennale.

 

Igor Balbi è vetraio muranese di nascita e di formazione. Gli inizi sono in famiglia, dove impara la tecnica classica del vetro a lume. Poi il bisogno di progredire e l’invenzione di una tecnica rivoluzionaria di soffiatura del vetro di Murano che porta il suo nome. Dettagli, cromatismi, esperienza al tatto sono incredibili. I suoi calici sono pezzi unici, un caleidoscopio di colori e reazioni chimiche, leggeri e sinuosi. E ancora lampadari, complementi d’arredo, gioielli, sculture. Progetti a più mani e mostre collettive trovano spazio nella galleria espositiva annessa alla bottega.

 

Stecca d’osso, forbice, martello: strumenti semplici, l’alfabeto di un legatore. Resiste al tempo la Legatoria Lanfranchi, dove vengono rilegati e restaurati volumi, riviste, libri, bibbie e documenti. Precisione e pazienza come quella di un sarto haute couture a cui si affidano negli anni Querini Stampalia, Biblioteca Marciana, Musei Civici, Cà Foscari, Museo Correr e tutto l’archivio del Gazzettino dal 1820. Le carte sono bellissime, dalle classiche fiorentine alla carta Roma, dalla carta Serpente alle Buckram. Il taglio delle copertine è fatto a mano su una pressa Leipzig, così come le scritte in foglia d’oro, impresse col torchio a caldo.

 

Lasciate le botteghe per l’arte dentro i palazzi. Il Museo di Palazzo Mocenigo sorprende per il suo percorso dedicato al profumo. Spezie, essenze, legni e aromi pregiati rivivono nelle sale del museo, in un emozionante susseguirsi di manufatti e documenti antichi, strumenti multimediali, esperienze sensoriali, vere e proprie stazioni olfattive. Sono esposti qui il celebre Erbario Mattioli e il primo ricettario cosmetico in uso nella Venezia del 1500.

Grazie al sostegno di Mavive, storica azienda veneziana della famiglia Vidal, e alla partnership con Musei Civici da giugno scorso il Museo si è arricchito di un laboratorio del profumo e di una White Room, spazio temporaneo dedicato agli eventi.

 

Visitate infine Cà Pesaro, splendido palazzo del Canal Grande, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dove potrete ammirare, tra gli altri, opere di Klimt, Chagall e Bonnard, oltre al museo d’arte orientale allestito all’ultimo piano.

 

Ambiente famigliare con dettagli di design per la pausa pranzo al Muro San Stae di Alberto e Giacomo. Ottime le pizze, non mancano alcuni piatti della tradizione veneziana a base di pesce e pietanze di carne. Buona la cantina, con una selezione interessante di birre bavaresi, vini storici ed emergenti.

 

 

F.B

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