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Tre buoni motivi per entrare (da sani) all’Ospedale Civile di Venezia

venerdì, settembre 25, 2015 Permalink 0

Tre buoni motivi per entrare all’Ospedale Civile di Venezia: La Biblioteca medica, il Museo dell’anatomia patologica, il Museo della farmacia

 

Noi veneziani attraversiamo quasi sempre distrattamente il portone della Scuola Grande di San Marco, un capolavoro assoluto del Rinascimento che affaccia sul Campo SS. Giovanni e Paolo. Gettiamo una sguardo distratto alla facciata e percorriamo chiusi nei nostri pensieri l’androne con doppio ordine di colonne che conduce al nostro ospedale. Difficile a credersi, ma per noi quello è solo un luogo di passaggio per andarci a curare o per far visita ai nostri cari. Lo è dai tempi di Napoleone. Voi però avete un privilegio: quello di stupirvi innanzi a tanta bellezza. Quindi indugiate almeno un attimo davanti al portone monumentale e preparatevi ad un piccolo viaggio attraverso la storia della medicina.

 

La Biblioteca
Anche se vi difetta una vocazione bibliografica per la scienza medica, vi suggeriamo di salire la scala monumentale del Longhena e, ignorando gli ottomila volumi più o meno antichi che ne costituiscono il nucleo storico (si parte dal ‘500), mettersi a naso all’insù per ammirare gli splendidi soffitti lignei della Sala Consiliare e della Sala dell’Albergo che la ospitano. Sono tra i massimi esempi dell’antica arte dell’”indorador” (indoratore), un’arte nata a Venezia grazie alla preziosa tecnica dei “battioro” (artigiani che riducevano i lingotti d’oro in una sottilissima lamina da “spalmare” con un pennello). Un’unica precauzione: se siete un po’ suggestionabili non guardate la collezione di arnesi chirurgici che fa bella mostra al centro della biblioteca

 

Il Museo dell’anatomia
Collocato nell’andito dell’antica Scuola di Santa Maria della Pace, e quindi nella zona monumentale dell’ospedale, è dedicato ad Andrea Vesalio, medico fiammingo fondatore dell’anatomia moderna. Egli ricostruì nei minimi dettagli la fisionomia del corpo umano con la supervisione di Jan Stephan Van Calcar, un pittore fiammingo che lavorò nella bottega di Tiziano Vecellio. Oggi vi si possono ammirare le tavole di studio anatomico dove arte e scienza si fondono, ma anche gli strumenti chirurgici e reperti che segnano gli avventurosi albori della scienza medica moderna.

 

Il museo della farmacia
Collocata anch’essa negli spazi dell’antica Scuola di Santa Maria della Pace, l’antica Farmacia dell’Ospedale Civile è stata recuperata dall’oblio di un polveroso magazzino dove giaceva. Arredi e suppellettili finalmente recuperati secondo uno spirito filologico ricreano le atmosfere ottocentesche, quando, tra bilancini e erbe officinali, nicotina, china, stricnina e caffè, si muovevano i primi passi verso una farmacologia moderna.

 

La Scuola Grande di San Marco è sempre aperta (è l’entrata dell’ospedale per l’appunto).
La biblioteca medica è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 08.30 alle 14.00
La farmacia e il museo anatomico sono visitabili tutti i lunedì dalle 14.00 alle 17.00.

 

 

C.S.

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