Due grandi fotografi a Venezia

venerdì, Novembre 6, 2020 Permalink

Due fra i più interessanti spazi culturali di Venezia, Palazzo Grassi e la Casa dei Tre Oci, dedicano importanti retrospettive a due maestri della fotografia del Novecento: Henri Cartier Bresson e Jaques Henri Lartigue. A qualche fermata di distanza in vaporetto l’uno dall’altro.

HENRI CARTIER BRESSON. LE GRAND JEU. Fino al 20.03.2021

Henri Cartier-Bresson. Le Grand Jeu” a Palazzo Grassi è una selezione di immagini operata da 5 curatori su 385 foto individuate dall’artista stesso negli anni ’70. “Le Grand Jeu”  è quindi una mostra fotografica che richiama al tema del divertimento, della casualità e dello svago perché come in un gioco i curatori sono stati invitati a scegliere 50 fotografie lavorando in modo totalmente autonomo. Anche l’allestimento è il risultato di 5 diversi linguaggi e interpretazioni.

Il percorso che accompagna il visitatore a conoscere le opere di un unico grande artista mette a nudo allo stesso tempo lo sguardo, le sensazioni e lo stile di 5 curatori che mostrano l’influenza delle immagini di Bresson nella loro sfera personale.

L’INVENZIONE DELLA FELICITÀ. Fino al 10.01.2021

È un racconto felice, quello su Lartigue alla Casa dei Tre Oci. Si esce dalla mostra più sollevati e leggeri, come se qualcuno ci avesse appena detto di non preoccuparci perché c’è sempre qualcosa di bello da ricordare, basta catturarlo salvandolo dalla fugacità del tempo.

La mostra offre all’osservatore un profilo a 360° di Lartigue, presentato come il fotografo di spicco della Belle époque -un professionista che si è cimentato nel campo della moda, del ritratto e del cinema. Fra le opere esposte si scorge anche l’interesse dei curatori a scoprire una dimensione più personale dell’artista. Per questo la scelta di inserire 55 inediti fra 120 fotografie in bianco e nero, tutte recuperate dai suoi album privati.

Già il titolo dell’esposizione “L’invenzione della felicità” ci suggerisce qualcosa sulla vita del fotografo. Artista visionario, Lartigue cresce in una famiglia benestante fra grandi case e viaggi oltreoceano. È forse vivendo in un contesto agiato che si rende conto di quanto la felicità possa essere fugace e transitoria. Scopriamo, quindi, una sorta di ossessione per il fotografo nel catturare e conservare in moltissimi album tutto ciò che gli suscita stupore ed entusiasmo -vediamo corse in bici, ritratti, viaggi-. Organizza album così perfetti, impeccabili ed empirici, per riordinare la felicità, che quasi la inventa.

Ritorna attuale, oggi più che mai, il messaggio di Lartigue che ricorda l’importanza della meraviglia anche nelle cose minori e nei tempi più incerti.

F.M.

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