La capsule collection Mixité firmata Talking Hands a Novecento

martedì, Ottobre 15, 2019 Permalink 0

Collezione di pezzi unici di kimono, coperte e borse By Romanelli Family.

Quando moda, accoglienza, inclusione sociale, sostenibilità, artigianalità, territorio si incontrano.

Da una parte Gioele Romanelli, hotelier veneziano da tre generazioni, fondatore della pluripremiata Casa Flora e proprietario di Hotel Flora e Novecento che gestisce con la moglie Heiby e la sorella Zoe, nonché fondatore di Venice Plastic Free e Inside Venice, realtà che incoraggiano i visitatori di tutto il mondo ad un approccio alla laguna più consapevole e rispettoso.

Dall’altra Fabrizio Urettini, art director trevigiano, curatore, attivista e ideatore di Talking Hands, laboratorio indipendente di design e innovazione sociale che dal 2016 coinvolge i migranti ospiti dei centri di accoglienza con attività progettuali e manuali, spaziando dalla sartoria all’architettura, dalla falegnameria alla lavorazione del ferro.

Tra i due una visione condivisa, che fa della sostenibilità, della cultura contemporanea, dell’inclusione, dell’artigianalità, del territorio i propri vessilli, e un incontro casuale e virtuoso in un mercato. Quella visione in poco tempo genera un progetto: una capsule collection targata Talking Hands per la Romanelli Family, che fa conoscere le meraviglie sartoriali realizzate dai migranti ai tanti ospiti che i Romanelli accolgono nelle loro dimore.

La commissione ha un duplice obiettivo: sostenere il progetto Talking Hands e offrire agli ospiti capi fuori dall’ordinario, mescolando moda e accoglienza, tailor made e integrazione. La collezione, concepita ad hoc, comprende kimono da camera, coperte e borse, ed è emblematica fin dal suo nome, Mixité: ogni capo è un pezzo unico, un mash up di stoffe provenienti da luoghi diversi. A comporre le creazioni sono infatti le splendide stoffe wax icona dell’africanità e i tessuti preziosi di Lanificio Paoletti, azienda che da dieci generazioni lavora la lana delle Prealpi bellunesi e ha a sua volta sposato il progetto Talking Hands, donando scampoli e sottomisure per i laboratori di sartoria in una perfetta logica di economia circolare.

A creare Mixité un gruppo di cinque rifugiati provenienti dal Gambia, che hanno alle spalle vari mestieri tra cui quello di sarto o ricamatore e quotidianamente si ritrovano nell’atelier trevigiano per dare vita alle loro creazioni. A supervisionarli costantemente Anthony Knight, designer patternmaker di origine jamaicana ma londinese di adozione, docente al corso di laurea in Design della Moda dello IUAV di Venezia, e Annaclara Zambon, insegnante di moda che disegna e produce collezioni ed eccelle nel lavoro di tessitura della lana.

I kimono, le coperte e le borse sono disponibili all’interno del circuito By Romanelli Family (Novecento, Hotel Flora, Casa Flora) e nel pop-up shop a Novecento.

Il servizio fotografico è stato realizzato da Federica Trevisan, fotografa, con la collaborazione di Roberta Da Soller, attrice e attivista; Alessia De Francesco, performer; Lamin Seidy, sarto dell’atelier Talking Hands e gambiano richiedente asilo.

 

Novecento

San Marco 2683/84, zona Campo San Maurizio, Venezia

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